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12.05.2022

POLITICA | Retrospettiva sessione straordinaria 2022

Il Consiglio nazionale si è riunito in una sessione straordinaria celere di tre giorni per evadere gli oggetti in sospeso. Per ARTISET, la mozione di maggior interesse è stata quella relativa alla cartella informatizzata dei/delle pazienti. E non sono mancati altri fatti degni di nota. Eccoli compendiati qui.

Mozione CSSS-N 22.3015. La mozione «Concepire una cartella informatizzata del paziente consone alla prassi e garantirne il finanziamento» è praticamente andata in porto ancor prima di esser stata dibattuta. A fine aprile, infatti, il Consiglio federale aveva annunciato di voler sviluppare ulteriormente la CIP con varie misure. Anche la commissione incaricata dell’esame preliminare aveva raccomandato di far passare la mozione con 23 voti favorevoli e uno contrario. Vista tanta foga, il Consiglio nazionale non ha potuto che accettarla tacitamente dopo pochissimi interventi. Ora la palla passa al Consiglio degli Stati.

Lo scopo della mozione è:

  • aumentare la semplicità d’uso della CIP
  • ridurne la complessità tecnica e organizzativa nonché rendere disponibile un'infrastruttura centralizzata per la registrazione dei dati dei/delle pazienti
  • consentire un’integrazione facile della CIP nei processi aziendali digitali tra i/le professionisti/e della salute.

Il Consiglio federale ha formulato i suoi obiettivi in modo ancora più preciso, ovvero:

  • verificare l’attuale volontarietà dei/delle pazienti ad aderire alla CIP
  • far sì che i Cantoni si assumano la responsabilità di finanziare la gestione operativa delle comunità di riferimento, mentre la Confederazione dovrà farsi carico dei costi dell’ulteriore sviluppo della CIP
  • far sì che tutti/e i/le professionisti/e della salute attivi/e nel settore ambulatoriale siano tenuti/e a introdurre una CIP
  • rendere disponibile l’infrastruttura tecnica della CIP anche per le prestazioni complementari (per es. nel caso del trasferimento di pazienti ad altri/e professionisti/e della salute)
  • garantire il finanziamento transitorio della CIP da parte di Confederazione e Cantoni fino alla conclusione della revisione.

ARTISET saluta con favore questi piani e si augura che la Confederazione avvii subito le modifiche necessarie affinché la CIP possa finalmente decollare. Il mantenimento dell’infrastruttura decentralizzata della CIP è un intento legittimo dato l’assetto federale del nostro apparato statale ma non consente di ridurre effettivamente i costi. Urgono un chiarimento di compiti e competenze nonché una semplificazione dei processi.

Il Consiglio federale si è invece mostrato meno «tollerante» nei confronti di un’altra mozione della Commissione della sanità del Consiglio nazionale, ovvero quella per l’«Attuazione di una strategia durevole in materia di alfabetizzazione digitale nell’ambito della trasformazione digitale del sistema sanitario» (22.3016). La mozione dal titolo altisonante non mira che a concepire una strategia per l’acquisizione di competenze in materia di dati. Il suo obiettivo è infatti rilevare e collegare dati per poi poter accorpare e valutare le esperienze maturate nella pandemia di Covid e gli effetti di vari approcci terapeutici, soprattutto in ambito ambulatoriale. Il Consiglio federale era contrario, il Consiglio nazionale invece a favore. Ora la mozione passa alla seconda camera.

In occasione di cosiddetti dibattiti brevi, il Consiglio ha trattato celermente circa 100 interventi in sospeso, tra cui alcuni interessanti:

  • Mozione de Quattro 21.4470 «Campagne di prevenzione contro la violenza». La mozione sollecita il Consiglio federale a svolgere regolarmente campagne di prevenzione nazionali contro la violenza domestica, sessuale e di genere. Il Consiglio federale ne ha raccomandato l’accettazione. La mozione, osteggiata dall’UDC, è stata accettata ad ampia maggioranza dal Consiglio nazionale. Ora la mozione passa al Consiglio degli Stati.
  • Postulato Gysi 21.4586 «Ripercussioni del sistema di rendite lineare sull'attività lucrativa». Il postulato invita il Consiglio federale ad analizzare in un rapporto in che misura l'attività lucrativa delle persone con una rendita AI sia cambiata con l'introduzione del sistema di rendite lineare. Ritirata un’obiezione, il Consiglio nazionale accetterà tacitamente il postulato solo alla fine della sessione estiva per motivi connessi ai processi.
  • Mozione Feri 20.3231 «Rilevamento precoce delle minacce per il benessere dei minori. Avvio di un programma nazionale». Come spesso succede nel caso degli avamprogetti relativi a bambini e adolescenti, il Consiglio federale non si vede competente. Nella sua proposta di respingimento, giunge però alla conclusione «che è comprovata una certa necessità d'intervento, ma che per l'attuazione di misure di prevenzione e rilevamento precoce delle minacce per il benessere dei minori sono responsabili in primo luogo i Cantoni e i Comuni, nonché i fornitori di corsi di formazione.» Così ha passato ad altri la patata bollente. Purtroppo, il Consiglio nazionale si è lasciato convincere da quello federale e ha affondato la mozione.
  • Mozione Gruppo dei Verdi 20.3381 «No alla povertà infantile». La mozione sollecita il Consiglio federale a creare una base legale che consenta alle famiglie che non dispongono di un reddito tale da garantire loro la copertura del fabbisogno vitale di ricevere un sostegno analogo a quello previsto dal modello delle prestazioni complementari – e ciò fino a quando gli adolescenti o i giovani adulti non abbiano completato la loro formazione. Il Consiglio federale si è mostrato preoccupato della povertà infantile e delle famiglie ma ha ricordato che, nella lotta all’indigenza, le prestazioni in funzione del bisogno sono di competenza dei Cantoni. Perciò, ha raccomandato di respingere la mozione.  Il Consiglio nazionale ha sposato l’argomentazione e ha quindi respinto la mozione.

Dulcis in fundo

  • Postulato Marchesi 20.3355 «Settore sociosanitario. La Svizzera non sia dipendente dalla manodopera estera». La mozione sollecita il Consiglio federale a elaborare una strategia per rendere il sistema sociosanitario svizzero indipendente dalla manodopera estera. Viste le tensioni dovute all’attuale consistenza del personale qualificato e la grave carenza di professionisti/e che si prospetta in futuro, la richiesta è sembrata un po’ troppo sopra le righe. È parso così anche al Consiglio nazionale, che infatti ha affondato la mozione senza troppi formalismi.